Ciò che resta è l’odore di birra, hot dog, sudore e la voce che stenta a farsi sentire. E poi con ancora le ultime note nella testa tornarsene a casa. Stordito. Stanco. Ma con ancora la voglia di fare all’amore .

E’ così che ti lascia un concerto.

 

Non penso ci sia altra forma d’arte che arrivi più al cuore della musica stessa. Ed io, che un cuore pensavo di non averlo più, dopo tante cicatrici e “no” spavaldi, urlati al vento e in faccia a chi mi offriva quello che non volevo, mi sono ritrovato emozionato, e per alcuni attimi, felice!

 

Perché ad un certo punto di questo viaggio, che chiamano vita, arriva d’un tratto un pezzo tuo, che suoni e canti solo tu e rifai pace col mondo.

E ti ritieni fortunato.

E ti guardi allo specchio e ti piaci di nuovo.

 

A proposito: per l’occasione, mi sono concesso anche un po’ di sano shopping e al concerto ci sono andato da vero “figo”, con le cose che piacciono a me.

Ecco, ero vestito così… voi che ne pensate?

 

Alla prossima, fate i bravi!

B.